Category: Ambiente


La National Climate Change Adaptation Research Facility (NCCARF) si riunirà in una conferenza che si terrà a Sydney dal 25 al 27 giugno 2013.

L’appuntamento è ….inutile dirvelo….. di enorme importanza .

 

La conferenza riunirà gli utenti finali e i ricercatori di tutta l’Australia e non solo con il fine di condividere esperienze, programmi ed interventi da attualizzare e implementare, in un contesto mirato a focalizzare strategie di ricerca e di adattamento al cambiamento climatico in atto.
La conferenza sarà il nesso tra la comunità di ricerca e gli utenti delle informazioni relative alle strategie di adattamento climatico.
Sulla scia del successo della convention NCCARF-CSIRO del 2012, si sono ottenuti stanziamenti per circa $35 milioni per la ricerca sulle tematiche relative all’adattamento e la costruzione di reti di ricerca formale e informale organizzate in numerose partnerships, questo sarà l’evento ambientale legato al Climate Change più importante di quest’anno dell’Australia, concentrato unicamente sull’adattamento al cambiamento climatico e sulle strategie da adottare in merito per il 2013.

Per saperne di più circa il programma della conferenza e i dettagli della registrazione sul sito Web della conferenza ufficiale.

http://www.nccarf.edu.au/conference2013/

Listen the Planet …listen Planetvoice

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sn-erosion

Who says Earth’s not flat? Even though more than half of the planet’s ice-free terrain has a slope of 0.6° or less, where water flow is generally languid, a significant part of the world’s erosion takes place there, a new study reveals. By analyzing river sediments collected at thousands of locations worldwide and estimating their concentration of the isotope beryllium-10 (which is produced when cosmic rays strike rocks at or near Earth’s surface), researchers could assess rates of erosion in those watersheds. For watersheds with areas ranging between 1 and 10,000 square kilometers, rates of erosion were strongly correlated with the average steepness of the watershed when that slope exceeded 11.3° (a rise of 200 meters for every horizontal kilometer). Rates of erosion were less predictable in more gently sloping landscapes, but data suggest that the breakdown of rocks in ice-free terrain creates about 5.5 billion tons of sediment worldwide each year, the researchers report in a forthcoming issue of Geology. Although erosion can remove as much as 6 meters of material in mountainous areas (such as in the Grand Tetons in the above background) each millennium, in gently sloping areas (foreground) wind and water may strip away as little as 0.5 millimeters per year. Overall, at least half Earth’s surface loses about 12 millimeters or more to erosion every 1000 years, the team estimates. Altogether, about 80% of the world’s sediment is produced by erosion of terrain with a slope of 6° or less.

credits: Science by Sid Perkins on 1 February 2013

photo credit : Jon Sullivan

DAL GOVERNO MONTI UN’AGENDA VERDE PER LA CRESCITA

Nel paragrafo dedicato allo Sfruttamento del potenziale dell’economia verde, l’Agenda Monti presenta la tutela dell’ambiente come un investimento per il futuro che consente di vivere meglio il presente. Un’indicazione strategica che può essere sostenuta dalle misure già adottate e da quelle programmate dal Governo Monti, che hanno effetti positivi sul ciclo economico nel breve periodo e sul potenziale di sviluppo nel medio-lungo termine. Misure e programmi che sono richiamati di seguito come “indice ragionato” dell’Agenda Verde per la Crescita.

1. Le conclusioni degli “Stati Generali della Green Economy”(Rimini, 6-7 novembre), promossi dal Ministro dell’Ambiente del Governo Monti in collaborazione con la Fondazione Sviluppo Sostenibile di Edo Ronchi, adottate dai rappresentanti di tutte le più importanti associazioni imprenditoriali e di settore dell’economia italiana, indicano le misure e la direzione per consolidare i risultati raggiunti in termini di competitività, crescita e occupazione aggiuntiva dalle imprese italiane che hanno scelto una chiave “verde” per il proprio sviluppo ( oltre 360.000, pari ad almeno il 25% del totale).

2. Il Piano nazionale per la “decarbonizzazione” dell’economia italiana e la riduzione delle emissioni di CO2, presentato al CIPE nel maggio 2012 e trasmesso dal Governo Monti alla Commissione Europea nell’ambito del Piano di Riforma Nazionale 2012, costituisce il quadro di riferimento per le politiche e misure necessarie a rispettare entro il 2020 gli impegni del pacchetto europeo “clima-energia”, coerenti con le linee di azione di medio-lungo periodo per allineare l’Italia alla strategia per la decarbonizzazione e competitività dell’economia europea. Il piano è la piattaforma programmatica nella quale vanno collocate le misure per dare attuazione alla Strategia Energetica Nazionale, per recepire le direttive europee che regolano il mercato dei permessi di emissione, l’efficienza energetica e la fiscalità energetica, per promuovere le modalità di trasporto e mobilità a bassa intensità di carbonio e a base emissioni, per sostenere lo sviluppo della chimica verde e dei biocarburanti di seconda e terza generazione.

3. La lista delle tecnologie e dei sistemi “verdi” : meccanismi incentivanti per la crescita sostenibile e “Green Procurement” della Pubblica Amministrazione.
L’istituzione della lista delle tecnologie, dei sistemi e dei prodotti che contribuiscono alla riduzione dell’intensità di carbonio dell’economia prevista dal Piano per la decarbonizzazione. La lista riguarda tutti i settori (energia, chimica, trasporti, rifiuti, agricoltura) e prevede l’applicazione del sistema di “carbon management” e di “carbon foot printing” di processi e prodotti sulla base di accordi volontari con le imprese.
La lista è lo strumento per regolare l’accesso prioritario delle imprese e dei soggetti privati
a) aifondi strutturali 2014-2020;
b) ai benefici previsti dal “Fondo rotativo del Protocollo di Kyoto” istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti, che dovrebbe essere rifinanziato per il periodo 2014-20120;
c) ad una riduzione del 55% dell’IVA o al credito di imposta (a saldo zero per la finanza pubblica nel ciclo economico dell’investimento) sull’acquisto o per l’impiego delle tecnologie e dei sistemi della lista nel periodo 2014-2020.
La lista inoltre dovrà costituire il quadro di riferimento per le forniture e gli acquisti della pubblica amministrazione (Green Procurement).

4. SMART CITIES : la progressiva penetrazione dei sistemi di generazione distribuita con fonti rinnovabili e ad alta efficienza di elettricità-calore-freddo nelle aree urbane, in combinazione con lo sviluppo delle “reti intelligenti”. Il pacchetto degli incentivi per le fonti rinnovabili e per l’efficienza energetica sta provocando un duplice effetto positivo sulla riduzione dei consumi e dei costi dell’energia e sulla promozione di una filiera nazionale competitiva sui mercati internazionali sia sviluppati (USA) sia nelle economie emergenti (Brasile,Cina e India in particolare). Questo processo va sostenuto come fattore chiave per la crescita ed il superamento dei vincoli e dei costi del sistema elettrico tradizionale, anche nella prospettiva di rafforzare il ruolo dell’Italia nella competizione europea per le smart cities.

5. Il piano nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici e la messa in sicurezza del territorio, presentato al CIPE, è lo strumento per la prevenzione dei rischi e dei danni ai quali è sempre più esposto il nostro paese per l’alta e crescente vulnerabilità agli eventi estremi. Il Piano risponde anche all’impegno assunto dall’Italia in ambito europeo. Il Piano prevede che vengano pienamente attuate in Italia le direttive europee in materia di alluvioni, anche attraverso l’istituzione delle Autorità degli otto bacini idrografici, previste da una norma del 2006 ma sempre rinviata.
Il Piano prevede inoltre 2,5 miliardi/anno di investimenti di cui 1 miliardo di risorse pubbliche e 1,5 miliardi risorse private agevolate con credito di imposta. Gli investimenti pubblici dovrebbero essere liberati dal vincolo del patto di stabilità, come già richiesto alla Commissione Europea.

6. La cooperazione ambientale internazionale, nell’ambito degli impegni e dei programmi approvati dalla Conferenza delle Nazioni Unite di Rio de Janeiro nel giugno 2012, RIO+20.
I programmi bilaterali e multilaterali per la protezione dell’ambiente globale realizzati nel corso degli ultimi 10 anni hanno costituito un volano importante per la promozione delle tecnologie verdi italiane nei mercati emergenti, con ritorni significativi per l’Italia nell’ambito delle Nazioni Unite e per le nostre imprese. Gli impegni assunti a RIO+20 danno un ruolo ancora maggiore alla cooperazione ambientale internazionale, attraverso l’istituzione del Green Climate Fund. In questo contesto è strategico mantenere un ruolo da protagonista, valorizzando i programmi già realizzati e prevedendo misure incentivanti – come il credito di imposta – per le imprese che esportano tecnologie e sistemi inclusi nella Lista Verde.

7. Semplificazione e trasparenza al fine di superare il collo di bottiglia delle autorizzazioni ambientali che non proteggono l’ambiente. Le misure già adottate e quelle rimaste “in sospeso” a causa della interruzione delle legislatura, per stabilire procedure tecniche sulla base dei migliori standard europei e tempi “non discrezionali” per le procedure di autorizzazione, sono una “infrastruttura” necessaria per liberare risorse e favorire investimenti sostenibili per la crescita : dalle bonifiche dei siti contaminati alla riqualificazione ambientale degli impianti industriali ( non solo ILVA), dai progetti per le infrastrutture a quelli per le nuove imprese industriali.

8. L’introduzione della fiscalità ambientale , come previsto dal disegno di legge “delega fiscale” , per spostare progressivamente la tassazione dal lavoro all’impiego delle risorse naturali ( acqua e suolo) e di quelle energetiche (carbon tax) è un volano efficace per trasformare l’economia in una direzione più efficiente e competitiva, come ripetutamente sottolineato dall’Unione Europea e da OCSE. E’ una misura chiave per la crescita sostenibile dell’Italia.

Corrado Clini

source : Ministero dell’Ambiente dot it

source : Co2 Now.org

An interesting article on amounts of Carbon budget sources and stocks…read it!

Phil Ebersole's Blog

Prediction is risky, especially when, as physicist Niels Bohr said, it is about the future.

But do we want to gamble the livability of our planet on a bet that these predictions are wrong?

Hat tips to Ambika Melvilleand Information Is Beautiful.

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evaluation to what extent the temperature rise in the past 100 years was a trend or a natural fluctuation and analyze 2249 world- wide monthly temperature records from GISS (NASA) with the 100-year period covering 1906-2005 and the two 50-year periods from 1906 to 1955 and 1956 to 2005.

Watts Up With That?

Since we have been paying a lot of attention to the surface record given the recent revelations surrounding the adjustments to data and NOAA’s release of the State of the Climate  Report claiming that the USA had the hottest year ever (but the globe did not) this paper seems like a good one to review.

How Natural is the Recent CentennialWarming? An Analysis of 2249 Surface Temperature Records

Horst-Joachim Lu¨decke, Rainer Link, and Friedrich-Karl Ewert

EIKE, European Institute for Climate and Energy, PO.Box 11011, 07722 Jena, GERMANY

Abstract. We evaluate to what extent the temperature rise in the past 100 years was a trend or a natural fluctuation and analyze 2249 world- wide monthly temperature records from GISS (NASA) with the 100-year period covering 1906-2005 and the two 50-year periods from 1906 to 1955 and 1956 to 2005. No global records are applied. The data document a strong…

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Albanese:Gezur Krislinjden
Arabo: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Basco: Zorionak eta Urte Berri On
Boemo: Vesele Vanoce
Bretone: Nedeleg laouen na bloavezh mat
Catalano: Bon Nadal i un Bon Any Nou
Ceco: Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok
Cinese (Cantonese): Gun Tso Sun Tan’Gung Haw Sun
Cinese (Mandarino): Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan
Cingalese: Subha nath thalak Vewa.
Coreano: Sung Tan Chuk Ha
Croato: Sretan Bozic
Danese: Glædelig Jul
Estone: Ruumsaid juuluphi
Fiammingo: Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar
Filippino: Maligayan Pasko
Finlandese: Hyvaa joulua
Francese: Joyeux Noel
Gallese: Nadolig Llawen
Giapponese: Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto
Greco: Kala Christouyenna
Indonesiano: Selamat Hari Natal
Inglese: Merry Christmas
Islandese: Gledileg Jol
Lituano: Linksmu Kaledu
Macedone: Sreken Bozhik
Maltese: LL Milied Lt-tajjeb
Norvegese: God Jul, or Gledelig Jul
Occitano: Pulit nadal e bona annado
Olandese: Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar!
Polacco: Wesolych Swiat Bozego Narodzenia
Portoghese (Brasile): Boas Festas e Feliz Ano Novo
Portoghese: Feliz Natal
Rumeno: Sarbatori vesele
Russo: Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom
Serbo: Hristos se rodi
Slovacco: Sretan Bozic oppure Vesele vianoce
Sloveno: Vesele Bozicne. Screcno Novo Leto
Spagnolo: Feliz Navidad
Svedese: God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År
Tailandese: Sawadee Pee Mai
Tedesco: Fröhliche Weihnachten
Turco: Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun
Ucraino: Srozhdestvom Kristovym
Ungherese: Kellemes Karacsonyi unnepeket
Vietnamita: Chung Mung Giang Sinh

Interesting data set made by NOAA Data Center researchers, focused on the warmest periods in the US between 1985 and 2012……

CASEJ Blog

Of the 12 hottest 12 month periods recorded in the the US, 9 spanned between 2011 and 2012. That includes all 8 of the top 8 periods. This is according to preliminary data from the National Oceanic and Atmospheric Administration.

These are the warmest 12-month periods on record for the contiguous United States. The December 2011-November 2012 12-month period was the sixth warmest consecutive 12-months that the contiguous U.S. has experienced and the warmest November-October 12-month period on record.

~ NOAA

For more check:

http://www.ncdc.noaa.gov/sotc/national/2012/11/supplemental/page-2/

 

 

It’s also been pretty dry. For yet more, check: http://www.ncdc.noaa.gov/sotc/national/

Thanks Climate Progress for the heads up!

~ Nuevaspora

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Inizia oggi a Doha, in Qatar, un nuovo capitolo sui negoziati inerenti l’emergenza clima.

A vent’anni dalla prima conferenza di Rio del 1992, inizia la conferenza mondiale numero 18 delle parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici (Unfccc-United nations framework on climate change).
A questa convention i delegati di oltre 190 nazioni, dovranno preparare il lavoro per la sessione ministeriale, prevista dal 4 al 7 dicembre.

È in qualche modo una convention “storica” poichè è la prima volta che un summit Onu sul clima si tiene in un Paese del Golfo, fra i principali produttori di combusibili fossili del Pianeta. La conferenza di Doha è la prima vera occasione per dibattere ad alti livelli delle modalità operative da impiegare nella ‘fase due’ del protocollo di Kyoto e della piattaforma di azione precedentemente discussa a Durban.
I principali obiettivi e i cardini di questo summit Onu sul clima al via in Qatar saranno:

1) porre le basi di un nuovo accordo globale per combattere i cambiamenti climatici da adottare entro il 2015 e che entri in vigore al massimo nel 2020;

2) identificare i modi per ottenere ulteriori tagli delle emissioni di gas serra entro il 2020 per contenere il surriscaldamento planetario entro i due gradi centigradi;

3) determinare finalizzare e rendere operative le regole e adottare i criteri guidaper il secondo periodo di impegno del protocollo di Kyoto;

4) decidere come procedere sui finanziamenti salva-clima per i paesi in via di sviluppo.

Sui finanziamenti finora Ue e Stati membri hanno fornito i fondi ‘fast start’, cioè soldi a sostegno degli sforzi contro i cambiamenti climatici dei paesi in via di sviluppo, 7,14 miliardi di euro, che saranno aumentati a 7,2 miliardi nel 2013. L’Ue, principale contribuente mondiale di questi finanziamenti, continuerà a dare fondi anche dopo il 2012.
Nel complesso, i paesi delle maggiori economie mondiali si sono già impegnati a mobilitare risorse per un totale di 100 miliardi di dollari l’anno entro il 2020 e parte di questi fondi andranno direttamente al Fondo verde per il clima, le cui regole non saranno definite prima del 2013.

Inoltre la riunione interministeriale parlerà di mitigazione (taglio CO2), adattamento, finanziamenti e tecnologia. Nello specifico occorrerà decidere “come” le parti implementeranno e contribuiranno all’obiettivo del limite del riscaldamento entro i due gradi, in modo che rifletta le responsabilità e capacità di ciascuno, in un contesto in continua evoluzione. Tutta da decidere la forma dell’accordo da negoziare entro il 2015 e adottare nel 2020: l’Ue preme per un’intesa legalmente vincolante.

La conferenza di Doha dovrà inoltre definire la durata del secondo periodo di impegno del protocollo (cinque oppure otto anni). L’Ue punta ad otto anni, per coprire l’intervallo di tempo necessario fino al 2020, quando è prevista l’entrata in vigore del nuovo accordo globale dopo Kyoto.
Per quanto riguarda i target (obiettivi), l’Ue propone la possibilità di introdurre revisioni e rapporti periodici, oltre alla priorità di un emendamento che assicuri la continuità del sistema, incluso l’accesso ai meccanismi del protocollo, come il ‘Clean development mechanism’ (Cdm) , per poter partire subito dal primo gennaio 2013, alla scadenza del periodo precedente.

Another step for a better future