Ho appena aperto un quotidiano tra i più importanti….. sfoglio arrivo a pag 16 e leggo…”Il veleno rosso nel Danubio, allarme ambientale in Europa” e ancora nel sottotitolo…”Corsa per fermare il contagio” resto perplesso ma non stupito.

Apro il mio notebook lancio il browser e sul portale leggo ” Cargo carico di solvente sperona nave”…un cargo contenente 6000 tonnellate (si avete letto bene seimila ) di solventi chimici i schianta contro una nave nello stretto della Manica al largo di Rennes, zona Nord occidentale della Francia al largo della Bretagna. Secondo le prime testimonianze  il cargo  URANUS si sarebbe scontrato con la nave Hanjin Richzad, battente bandiera di Panama, 191 metri di lunghezza, ha riferito la prefettura marittima dell’Atlantico ……ma come si fà a non vedere una nave di 191 metri direte voi….forse era notte mah chi lo sà, cmq nn è questo il punto;  il punto è che se aggiungiamo ai danni che abbiamo fatto in passato anche piccoli e continui danni giornalieri il tempo che ci separa dalla catastrofe generale si assottiglia sempre di più.

Il fatto è che ad esempio il Danubio attraversa 10 stati e ve li elenco nasce in Germania poi attraversa, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia, Serbia, Bulgaria, Moldavia, Romania, Ucraina.

Se non volete ascoltare le mie parole sentite una dichiarazione rilasciata da Greenpeace “…..stiamo parlando dell’ecocatastrofe europea più grave degli ultimi 20 anni….”.

Ora o si sta diffondendo un ingiustificato catastrofismo e quindi potete dormire tranquilli tanto si stà esagerando con il decrivere questi avvenimenti oppure …..

……oppure non solo non si sta esagerando, ma addirittura forse l’uomo, come un padre che difende le scelte dei propri figli, tende continuamente a non voler capire come stanno i fatti realmente e quindi dice è un’ecocatastrofe “europea”

Dunque mi sfugge il punto riguardante i confini dell’inquinamento e delle conseguenze dell’inquinamento.

Le conseguenze saranno europee? Più slovacche o più serbe ? I bulgari pagheranno meno o più i danni rispetto agli ucraini….convergerete sulla mia interpretazione e cioè che nn ci sono nè limiti nè confini, il danno è per tutto il pianeta.

Attenti che non si può dare un valore economico  a questi danni o meglio si può farlo, certo che si, ma cosa vuol dire il danno è stimato essere ……. non si possono quantificare le innumerevoli interrelazioni che vengono distrutte da questi eventi…..

…..ecosistemi che si sono stabilizzati in milioni di anni e sono stati resi funzionali e produttivi da questa stabilizzazione ….improvvisamente vengono proiettati notevolmente al di fuori dei loro ranges fisiologici, fisici, chimici, biologici.

Ad ognuna di queste azioni umane corrisponderà una reazione da parte del pianeta e non siamo in grado di dire se tali reazioni avverranno necessriamente tra i confini dello stato che le ha indotte.

Bisogna intervenire sempre e dovunque, la responsabilità è di tutti noi, le aziende puniscano ferocemente i responsabili, e i politici attuino politiche strategiche vincolanti per un settore cardine di tutti gli altri come quello della protezione e della salvaguardia dell’ambiente in tutte le sue forme; insomma proteggiamo noi stessi e il nostro pianeta dagli effetti di un cambiamento che potrebbe lasciarci rincorrere poi soluzioni che nn potranno oramai più avere alcun effetto se attuate  in ritardo.

think about it

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