Sappiamo tutti quanto sia pressante la richiesta energetica mondiale e quanto essa possa essere imprescindibile dal concetto di sviluppo tecnologico, ebbene nuove prospettive sul campo energetico ci giungono udite bene da risorse extraterrestri, in particolare dal nostro fido compagno di viaggio, il nostro satellite, la Luna.

E’ infatti dal suolo lunare che gli scienziati del Fusion Technology Institute presso l’Università del Wisconsin hanno in mente di estrarre l’elemento che potrebbe risolvere la questione energetica, questo elemento è l’elio-3, un isotopo combustibile dell’elio usato nei palloni per capirci.

La notizia è che l’uso di elio-3 garantirebbe una resa energetica maggiore e minore rilascio di scorie rispetto alle reazioni che avvengono in un tradizionale reattore nucleare; Gerald Kulcinski, direttore generale del Fusion Technology Institute è sicuro nell’affermre che l’elio-3 è più pulito e produce un’energia più sicura rispetto agli altri combustibili nucleari, basterebbero appena 40 tonnellate di queto materiale per soddisfre la domanda energetica americana per un anno intero e comunque sulla Terra non c’è elio-3 dovremmo rifornirci sulla Luna.

Anche importanti agenzie cinesi, russe e indiane  sono interessate all’elio-3 lunare, sarebbe un importante surplus  in tutte le loro missioni spaziali.

Oggi giorno  non esiste un reattore a fusione per fini commerciali anche se un prototipo lo stanno costruendo in Francia a Cadarache denominato International Thermonuclear Experimental Reactor (ITER). La reazione che avviene in questo ITER è la fusione di 2 isotopi dell’idrogeno il deuterio ed il trizio; la preoccupzione nasce dl trizio che viene anche usato nelle armi atomiche, ragione per la quale bisogna essere estremamente accorti e cauti nell’avere rapporti con esso.

Un ltro problem non d meno è l’elevatissimo numero di neutroni ad alta energia emessi durante la reazione deuterio-trizio. Questi impatti contro le pareti del reattore ne causano spesso danneggiamenti anche seri tali da comprometterne l’integrità strutturale tant’è vero afferma Kulcinski che devono esere ostituiti una volta ogni 2 anni circa ecco perchè bisogna sostenere il commercio di elio-3 non radioattivo e sostituirlo al trizio.

Il fatto è che l’elio-3 riduce notevolmente il rilascio di neutroni producendone pochissimi in rezione, abbassando di conseguenza la quantità di radiazione emessa dal processo, semplificando così i progetti per tali impianti anche dal punto di vista ingegneristico. Inoltre l’energia prodotta dall’elio-3 può essere direttamente utilizzata come energia elettrica senza essere prima processata da costosi e inefficienti  bollitori d’acqua per generare vapore.

Sulla Terra nn c’è elio-3, poco ne viene prodotto nella produzione di armi nucleari ma a coti estremamente elevati. Potremmo prendere elio-3 dal vento solare, ma il campo magnetico terrestre devia tali particelle lontano dal pianeta, questo però nn è accaduto per il suolo lunare che lo ha assorbito e accumulato nelle sue rocce anche se in quantità limitate.

Paul Spudis del Lunar and Planetary Institute, una fondazione di ricerca della NASA, afferma che per estrarre una tonnellata di elio-3 si dovrebbero processare diverse tonnellate di suolo lunare e tale estrazione dovrebbe aver luogo grazie a speciali torce che dovrebbero raggiungere la temperatura di 700 gradi Celsius continua Spudis.

Kulcinski e il suo staff quindi hanno progettato uno speciale rover che potrebbe estrarre il prezioso elementograzie ad accumultori e convogliatori di energia solar che permetterebbero di arrivare a tali temperature, un’operazione così effettuata recupererebbe circa 300 volte l’energia impiegata, recuperando così anche l’energia per il viaggio di ritorno, in quanto hanno stimatoche un viaggio di ritorno verso la terra costerebbecirca 800 milioni di dollari per una tonnellata di elio-3 . Sembra molto ma se si considera l’energiabasata sul prezzo di un barile di circa 100 dollari, l’elio-3 in proporzione potrebbe avere un valore di circa 10 miliardi di dollari a tonnellata.

Il problema però ancora vincolante è che per bruciare l’elio-3 erve una quantità di energia superiore rispetto a quella usata per la reazione degli isotopi dell’idrogeno ecco perchè nell’ ITER non si prende in considerazione l’elio-3 come combustibile ed ecco perchè perchè per ora risulta improbabile il suo utilizzo come combustibile anche semolti scienziati ammettono che con uno sviluppo tecnologico adeguato nn si esclude che l’elio-3 possa rappreentare un’importante fonte energetica per l’uomo nel prossimo secolo.

Bhè una cosa è certa, dobbiamo liberarci dalla schiavitù da fonti energetiche basatesulla combustione fossile,altrimenti i cambiamenti climatici determineranno comunque pesanti voci negative nei conti dei  bilanci statali di tutto il mondo, e comunque un’alternativa al nucleare è sempre da prendere in considerazione… meditate gente, meditate.

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